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18/05/11.
L'Archeoclub di Cefalù ad
Aidone per salutare
la Dea di Morgantina
Da
"La Presenza del Murialdo"
(numero
di maggio 2011) l'articolo pubblicato
da Flora Rizzo, Presidente dell'Archeclub
di Cefalù VIAGGI
NELL’ARTE: La Dea
di Morgantina Quando sul finire del 2006 si cominciò a parlare di questa
importante scultura del periodo classico essa veniva denominata “Venere di
Morgantina”. La cosa che più importava allora era il suo rientro nella terra
d’origine, la Sicilia.
Oggi che l’odissea della statua si è conclusa ed essa si trova nei luoghi in cui fu
realizzata, si può finalmente, con una certa tranquillità, approfondirne la
conoscenza e cercare di attribuirle il suo vero nome. L’acrolito, con la testa, l’avambraccio destro e la punta scoperta
del piede destro, realizzati in marmo, e l’intero corpo in pietra calcarea, era
sicuramente colorato all’origine, come buona parte della statuaria antica: lo
testimoniano i pochi resti di pigmento blu, rosso e rosato ritrovati sulla sua
superficie. La statua è alta 220
cm, manca della parte posteriore del capo e dell’avambraccio
sinistro. L’assenza di tali elementi impedisce un riconoscimento certo della
divinità rappresentata, e ciò spiega le divergenze sorte al riguardo tra gli
esperti. Nonostante le vicissitudini che hanno caratterizzato la storia recente
di questa scultura, essa si presenta in ottimo stato di conservazione nelle
rifiniture del corpo e ancor di più nel complesso e plastico drappeggio delle
vesti . L’imponente scultura, già trafugata dalla Sicilia e
clandestinamente trasferita all’estero, fu acquistata dal Paul Getty Museum di
Malibu in California, che ne fece bella mostra per circa vent’anni in una delle
sue sale espositive; adesso, dopo le richieste ministeriali e le forti
pressioni dell’opinione pubblica, è stata restituita all’Italia. La sua
ricomposizione per l’esposizione è stata curata fin nei minimi dettagli dal personale tecnico
specializzato del Paul Getty Museum – gli stessi che l’avevano disassemblata
per il trasporto – insieme ai tecnici del Centro di Restauro Regionale e gli
operatori del Parco Archeologico di Morgantina.
La vicenda della statua, simbolo dell’immane saccheggio perpetrato negli
innumerevoli siti archeologici italiani, ha avuto per la Sicilia centrale, la zona
più depressa dal punto di vista economico, un effetto positivo se, finalmente,
si pensa ad un rilancio di tutto il “polo culturale” comprendente il sito
archeologico di Morgantina, il Museo di Aidone e la Villa del Casale di Piazza
Armerina; tutta un’area che nell’antichità fu fortemente caratterizzata dai
culti rivolti alle divinità ctonie e alla Dea Madre. Era questo l’immenso
granaio, fertile e rigoglioso, posto al centro della Trinacria, scelto da
Demetra come propria dimora, quando - lasciato l’Olimpo – “giunse” in Sicilia
al seguito dei coloni greci venuti alla ricerca di nuove terre coltivabili.
Tale mito dava forza e protezione ai Sicelioti, che, pur lontani dalla
madrepatria, si sentivano vicini a una delle loro divinità più importanti. Il
culto di Demetra fu il più forte e il più praticato nell’area di Pergusa e di
Morgantina, e ci viene testimoniato dal numero incalcolabile di statuette
fittili ritrovate presso gli altari e nelle aree sacre; l’iconografia più
diffusa della dea la mostra con una fiaccola in mano mentre con l’altra stringe
a sé un porcellino. Così il mito ce la ricorda, la madre che scende agli Inferi
a cercarvi la figlia Persefone rapita dal dio Ade, e rischiara i propri passi
con una torcia, portando con sé in dono un porcellino da sacrificare. E non smette Demetra di cercare e d’invocare l’aiuto di Zeus,
dimenticando intanto di far germogliare e fiorire tutta la vegetazione fino a
quando non le viene accordato di portare con sé, ogni anno, per un certo
periodo, la figlia sulla terra. Solo in quel momento, ogni anno, si perpetua il
“rito” naturale della primavera. Che non sia Demetra, la
Dea di Morgantina? Sono tanti gli esperti che lo ritengono
plausibile, anche se altri studiosi avanzano l’ipotesi che possa trattarsi di
Venere o di Giunone. Intanto, nella home page del sito internet www.deadimorgantina.it,
troviamo alcuni versi dell’inno a Demetra, attribuito al grande Omero. E’ quindi questa l’ipotesi in
atto più avvalorata. A questo punto non rimane che
intraprendere un breve viaggio alla volta di Aidone, per visitare quel
Museo archeologico, ora arricchito dalla grande statua, dagli acroliti e dagli
argenti anch’essi restituiti da Musei americani; e neppure trascureremo di
raggiungere a qualche chilometro di distanza lo straordinario sito archeologico
di Morgantina, luogo di provenienza della “Dea”. Flora Rizzo, Presidente Archeoclub
di Cefalù
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Galan e Lombardo inaugurano l'esposizione
ad Aidone La Dea di Morgantina venerata a casa sua
17 maggio 2011 - Oggi è il grande giorno. Il giorno in cui la Dea di Morgantina,
che gli archeologi pensano sia opera di un discepolo di Fidia, e che
reappresenta Demetra o Persefone, tornerà ad essere ammirata. A casa sua. Dopo
30 anni il capolavoro è stato restituito alla Sicilia.
Trafugata dal sito di
Morgantina e poi venduta al Paul Getty Museum di Malibù, in California,
la statua è stata oggetto di un lungo contenzioso con il governo americano, che
finalmente nel 2007 ha
riconosciuto all’Italia il diritto a riavere l’opera d’arte. Sul caso ci sono
state numerose inchieste della magistratura che non hanno escluso un
coinvolgimento dello stesso museo nel furto del capolavoro.
La Dea sarà ospitata dal
museo di Aidone.
Il programma delle manifestazioni
del giorno 17/05/2011
Questo il programma di oggi al Museo archeologico regionale di
Aidone, in piazza Giovanni Paolo II:
ore 8 - 9, accreditamento giornalisti; ore 9-11, accoglienza e
accreditamento; alle 11, taglio del nastro e incontro con la stampa (con la
partecipazione di: Filippo Gangi, Sindaco Comune di Aidone; Giuseppe Monaco,
Presidente Provincia regionale di Enna; Sebastiano Missineo, Assessore regionale
dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana; Luis Godart, Consigliere del
Presidente della Repubblica per il Patrimonio Artistico; Francesco Rutelli,
Senatore della Repubblica; Giancarlo Galan, Ministro per i Beni e le Attività
Culturali; Raffaele Lombardo, Presidente della Regione). 11:30 visita al museo e alla sala della dea (ingresso autorità e
gruppi da 50); 14-15:30, visita dell'area archeologica di Morgantina
(bus-navette da piazza Giovanni Paolo II) Piazza Armerina, Villa romana del
Casale alle 16, inaugurazione appartamenti ala nord della Villa. Museo archeologico regionale di Aidone ore 17- 22, apertura al
pubblico del Museo.
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Le
foto di Armando Geraci (Socio
Archeoclub Cefalù) - L'impegno
dell'Archeoclub
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 Il
gruppo dei soci dell'Archeoclub
di Cefalù ad
Aidone Armando Geraci,
Elvira De Jannis, Flora
Rizzo presidente, Sara
Culotta, Rosalinda Brancato,
Mariella Ferrara, Santa
Valenziano, Giovanni
Matassa
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 La
banda del Corpo Forestale
della Regione Siciliana
diretta dal Comm. Cuffaro
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 Il
Sindaco di Aidone Filippo
Gangi
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L'Archeoclub
di Cefalù felice
del ritorno della Dea
di Morgantina
Ecco il percorso fatto dalla nostra sede per il ritorno della Venere arrivando alla manifestazione di oggi.
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Foto del 17 dicembre
2006 al Municipio di
Aidone
in un incontro promosso dall'Amministrazione Comunale per il rientro della Venere.

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Il comunicato stampa fatto
da Flora Rizzo, Presidente
Archeoclub di Cefalù,
emesso il il 19 gennaio 2007

ed una foto sempre del gennaio 2007 in
cui la nostra sede raccolse oltre 1200 firme per il
rientro della Venere. (La raccolta presso I locali del Circolo Unione di Corso
Ruggero).

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Poi siamo andati a Roma al Teatro Margherita.
Era il 26 febbraio 2007
quando l'Archeoclub
Nazionale ha lanciato
una campagna nazinale
per il rientro in Italia
della Venere di Morgantina.
Alcune foto della
manifestazione. Noi
c'eravamo...


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Il
17 maggio 2011 la Venere
di Morgantina, ora chiamata
la Dea di Morgantina
ritorna nella sua terra
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